Parco del Ticino: il ponte di barche di Bereguardo

Se c'è una cosa che odio più delle "domeniche spente", sono le domeniche con un cielo azzurro terso, un sole carico, la giusta temperatura, il richiamo della strada che si fa sentire prepotentemente ed un esame a breve che ti dovrebbe costringere a stare in casa a studiare.
Ecco, oggi non è stata una delle domeniche che odio di più. Il suono suadente del Twin-Cam ha prevalso sulla mole di appunti e slide da leggere.
"Dura battaglia" direte voi eheheh.


Galeotta fu la canzone e chi la cantò. Non mi sto riferendo alle doti canore di Dante o di Beatrice ma piuttosto a quelle più attuali di Lana Del Rey. Durante una pausa caffè, cerco su YouTube la canzone "Angels Forever" della piccola newyorkese. Brutto errore. Mentre assaporo il profumo intenso di caffè proveniente dalla moka aspettando che finisca di uscire, guardo il video imbambolato, chiedendomi se sia più bella la canzone, Lana Del Rey, il video, le Harley o lo stereotipo di vita libera e selvaggia che rappresenta.. lo stesso tipo di vita descritta nei numerosi libri di Sonny Barger.



Sono un ragazzo tutto d'un pezzo. Non cambio idea così facilmente. Se oggi ho detto che studio, diavolo studio. Si però che cavolo, al richiamo della strada non si può dire di no.
Tempo 10 minuti, mi vesto e prendo lo stretto necessario: uno zainetto, un panino, frutta, una bottiglietta d'acqua e la cartina stradale della Lombardia.
Dove vado? Non lo so, ma vado.

Girato il quadro d'accensione della mia Dyna decido di raggiungere Vigevano passando da Gaggiano, una delle mie piccole località preferite lungo il Naviglio Grande.
Con ancora il ritornello di Lana Del Rey che mi ronza nell'orecchio percorro lentamente la strada che costeggia il fiume. Lo so.. non sono Sonny, non ho un chopper dalle lunghe forcelle cromate, non ho una ruota da 21 e non sto nemmeno correndo su una immensa strada della California.. però mi sento al settimo cielo lo stesso.

Arrivato a Vigevano tiro fuori la cartina per scegliere che strada prendere. Inizialmente ero propenso per andare a Nord verso Novara e poi Cuggiono, ma in quella direzione si vede in lontananza un cielo incerto. A Sud nemmeno una nuvola. Così punto la mia "piccola" ruota da 19 verso Garlasco.




Le statali qui sono fantastiche ed oggi è una giornata perfetta: poche macchine, sole, un profumo di natura che ti riempie i polmoni il tutto accompagnato dal cinguettare di stormi di uccellini.

Lungo strada trovo l'imbocco di un lungo sterrato che va a perdersi lontano oltre i campi e gli alberi. Tra me e me mi ripeto che non ho più 16 anni e non sono più sul mio vecchio KTM 125 EXC con il quale andavo a perdermi in mezzo ai campi e nei boschi.
Il richiamo però è troppo forte ed inizio a dubitare delle mie capacità decisionali e a pensare che ormai è la moto che comanda me e non il contrario. E via in mezzo ai campi.




Dopo qualche chilometro di terra e sassi, e soprattutto dopo qualche sabbione in cui la moto si è infossata, le provate sospensioni dell'Harley tornano volentieri a correre sull'asfalto.


Raggiunta Garlasco, mi dirigo a Nord verso Bereguardo. Per chi non lo sapesse Bereguardo è famosa, oltre al Castello Visconteo, per il ponte di barche sul Ticino fortificato dal Duca Francesco Sforza a metà del 1400.




Avvicinandomi al ponte vedo una bellissima spiaggetta rocciosa che costeggia il fiume. Essendo ora di pranzo, decido di fermarmi per mangiare. Superato il ponte lascio la moto nel parcheggio di un locale.
"Che diavolo, ma quel Softail lo riconosco!" esclamo tra me e me. Entro dentro al bar e trovo Angelo, un amico del Blues Bikers Pub di Milano, insieme ad altre membri del Blues Bikers MC.
Un saluto veloce e vado a mangiarmi il meritato panino lungo il fiume.


Due ore dopo, un po' scottato e stordito dal sole, torno alla moto. Mentre mi sto mettendo il casco viene a salutarmi Paolone, un ex membro del brOTHERS, anche lui nei paraggi per un itinerario simile al mio. Che bella sorpresa cavolo. Il mondo è proprio piccolo!

Da qui arrivo a Motta Visconti con direzione Binasco.




Arrivato a Binasco mi ricongiungo sulla strada per Milano che costeggia il Naviglio Pavese che dalla Darsena di Milano scende a Pavia.
E in fine eccomi a casa.

Resoconto: il giro completo è durato poco più di un paio d'ore, le strade sono tenute bene. Itinerario molto bello e consigliato, specialmente da fare in giornata senza troppo impegno. Totale Km circa 100.



See you soon on the road,
Jack