Nella Terra Dei Fiori



Sanremo MotorBike Expo.


Penso si sia capito che non siamo molto fan di fiere in generale, ma questa volta non potevamo proprio esimemerci dall'andare. 

SanRömu, la pirla dei sette mari, che ospita un evento dedicato a motociclette custom (alcune decisamente di livello peraltro)? Accorriamo!

Dunque ne approfitto per salire da Roma, per salutare i miei,la CDR, Cecco che ha il suo stand all'interno della fiera, la bella Riviera di Ponente e la sua primavera. 

Tra un mugugno ed una fugassa rischio di perdermi il parafango per strada, ma grazie a Dio trovo a Sestri Levante un'officina di fabbri ferrai. Mi rifanno le staffe da capo a piedi, in solido inox, e non posso non essere contento di aver conosciuto delle brave persone, tra cui il buon Antonio che si dedica anima e corpo alla motocicletta.

I pappagallini dell'officina. 


Mi rimetto per strada ed arrivo a casa. 
Decido di andare alla fiera il venerdì, per salutare Cecco e guardarmi qualche mezzo senza la folla del sabato.
West Coast Liguria condivide lo stand con altri due personaggi di un certo spessore: Calavera Leather di Savona e l'officina Mom's Worry di Finale Ligure.

Un saluto da Ivan.



Alcune delle sue pregevoli creazioni.







Il livello delle moto di Dario è di pregio assoluto: chopper, digger, bobber, tutte costruite con una maestria ed un gusto perfetti.

Prendete ad esempio questo SV su telaio Paughco, modificato per accogliere il motore alla perfezione: la quantità e la qualità dei lavori fatti sul motore - portato al massimo della tolleranza possibile, come mi spiega Dario - è impressionante. I pistoni sono stati creati su misura, i condotti flussati, il tutto per spremere tutti i cavalli che questo pezzo di storia può offrire: la moto correrà quest'estate sul lago salato a Bonneville, nella classe Vintage Modified. Uno sparo.


Mostro.



Per non parlare dell'estetica: combina il look di una moto da spada sul salato con gli elementi sgargianti di un vero kustom anni '60-'70, il terreno preferito da Dario.


Questo Shovel del '73 (mi pare di ricordare) è un'altra ottima creazione. Piace persino a Pluto sullo sfondo.

Ogni particolare di questa moto, per concezione o per fabbricazione, è pre-'73. 


La cosa che colpisce è l'apparente semplicità del risultato finale, che però si compone di una marea di elementi rari e citazioni dotte di un'epoca che ancora oggi continua ad influenzare.




Una delle prime creazioni di Mom's Worry, che ha strappato consensi all'MBE di Verona qualche anno fa. Come si fa a dire di no ad una girder lunga ed un sissy trident? 


Serbatoio a prisma, un altro must rispolverato con successo.



Lo stop così mi pare arrivi da una Cadillac anni '50? Eldorado forse?


Un'altro "piccolo" gioiello. La springer di questa digger su base Honda CB400 ricorda una vecchia CE, come quelle che Ness usava sulle sue creazioni. In realtà, mi spiega Dario, è fatta completamente a mano.





Foglia d'oro, da enciclopedia del digger!




La sella è dello stesso materiale di quella del Flathead accanto. Sembra vinile, ma non lo è. Non me lo ricordo. Che ca**o.


WL bobber.


Lo stand di Beppe Perry's di Albenga espone due ferri vecchi con stile: Pan e PanShovel chopperizzati con garra. Peraltro erano in vendita. Per puro desiderio di automortificazione ho voluto farmi dire il prezzo...neanche tanto alto, ma comunque fuori dalla mia portata. Datemi un lavoro please.









Ispirata allo Sciamano del Chopper.


DBM Garage di Genova partecipa al Bike Show con un bel scramblerino Royal Enfield.




Altre motociclette in giro per la Fiera.



Pick-up GMC, con Panhead sul cassone. Una bella coppia. Non riesco a trovare info sul Pan. Che ca**o (e due).








Sullo sfondo la mostra Enthusiasm's Slaves di Marco Frino. La crème della scena italiana in degli scatti splendidi, unici, realizzati ai TearsValley Invitational in Toscana.


Rocket Boy Garage non smette di fare roba figa. La carenatura e il cerchio lenticolare? Chette dice?




Ancora DBM Garage di Genova, questa volta con dei Vespozzi bestiali.



Altra officina che merita lodi e attenzioni è Italian Choppers. Non solo per le moto, ma soprattutto per la simpatia e la disponibilità di Peppe e Billy, i due creatori dell'officina. In un ambiente per definizione pieno di snobismo, conoscere due persone così è una ventata d'aria fresca.

Le loro creazioni non sfuggono all'attenzione.

Sportster Evo telaio rigido, con girder. 



Quest'Evo 1340 vinse il premio di GKM qualche anno fa a Verona. Non ho foto migliori ma è una moto devastante. Il motore ha due cilindri anteriori e doppio carburatore. 
Che spettacolo.


Per finire lo splendido Panhead OIF. Il telaio è interamente artigianale, fatto per accogliere l'olio motore. Il motore è uno Shovel, dotato dal master mechanic Peppe di testate Pan. La springer pure è artigianale, lunga ma perfetta nelle proporzioni. 

Ed è questa la parola chiave! La proporzione, la stanza di una moto sono fondamentali quando si tratta di realizzare un'opera unica; è questo che fa la differenza fra ciaraffi terrificanti e opere d'arte su due ruote. Peppe e Billy devono saperlo bene: ogni loro motocicletta è di un'eleganza e di una raffinatezza speciali.


Il cerchio ed il mozzo dietro provengono entrambi da moto italiane. Tamburo Benelli! Gomma slick! Way to go!





Manubrio stretterrimo.




La bellezza di questa moto non è sfuggita a Matt e Dean di Dice, che la piazzeranno in uno dei loro prossimi numeri.

Mom's Worry firma anche una MotoGuzzi nel Bike Show.



Mentre me ne sto andando, mi viene in mente che non ho mai fatto una foto decente alla moto a SanScemo. Me ne vado a Coldirodi e faccio due fotizze. Scusate il momento onanistico.



Scendendo verso Ospedaletti ci sta questo bel ciucchino dall'aria un po' triste. Gli do un po' da pappare e riparto.


Il sabato anche la gomma davanti era un po' triste. 
Sugli effetti delle buche dell'Aurelia toscana ci sarebbe da dilungarsi, ma magari in altra sede.
Ma state sicuri: se credete in Dio, lo bestemmierete. Se credete negli uomini, li odierete. Se avete una schiena, la butterete. Se avete una moto vabbè avete capito l'antiffa.


Fortunatamente il gommista è ancora aperto: l'idea di farmi Sanremo-Roma l'indomani gonfiando la ruota ad ogni sosta mi sembrava poco allettante.


Rigonfio di autostima ingiustificata e di aria nella gomma torno per un saluto veloce alla Fiera.

Questo Pan era il re del parcheggio. L'ho visto in giro parecchio ma non riesco a ricordarmi chi l'ha realizzato. Che ca**o (e tre).


Qualche altro bel mezzo in giro per gli stand. 



Yamaha Yard Built.


Moto Guzzi Martini.




Due mezzi del team di LowRide.





E bòm, direi.

Come ho detto, le fiere di questo genere non ci fanno esattamente impazzire. Per una volta, però, mi ha fatto piacere andare, rivedere qualche amico, conoscerne di nuovi, rafforzare i legami, stare in famiglia.

Il senso di spostarsi alla fine sta in questo.

Penso questo, mentre condivido la strada con papà.






Un'ultima nota di odore di benzina è data da un altro evento motoristico in città, il rally di Sanremo. Ne approfittiamo per guardarci qualche macchina di eccellenza.











~

Mai avrei voluto concludere un articolo in questo modo.
Nella terra dei fiori, alcuni fiori appassiscono troppo presto.



Arrivederci Alessio.