Corsica On The Road

Il primo vero viaggio On The Road, come il primo amore, non si scorda mai. Oggi tocca ad uno dei nostri e vi riportiamo il diario di viaggio dell'estate 2011 di Jack. Tra strade nuove, sole, spiagge e paesaggi mozzafiato un richiamo primordiale si fa sentire nel profondo... il richiamo della libertà. Dopo un po' di Km in sella al tuo ferro la mente inizia a viaggiare affianco a te sulla strada, mettendo in luce e spingendoti a riflettere su molti aspetti della tua vita. Durante il viaggio un'unica grande domanda fa da protagonista... la tecnologia ci rende davvero liberi?



Diavolo la sveglia! Sono le 5:30 del mattino del 3 agosto 2011.
Lentamente apro gli occhi. Ci vuole 1 minuto prima che realizzi: è il giorno della partenza. Tempo di sbattere un paio di volte le palpebre e comincio ad avvertire una strana sensazione che non riesco a definire, mi prende il cuore e sale verso la gola rendendomi difficile respirare. Ma che cos'è? Dopo tutto sono solo le 5:33 del mattino, lascio le riflessioni introspettive a più tardi e penso che mi ci voglia proprio un caffè.
Tanto per cambiare faccio colazione al volo, una mela, due uova ed un bicchiere di latte. Con lo sguardo perso nel vuoto attendo il rumore borbottante della caffettiera.
Dopo aver indossato la mia solita maglietta da viaggio con stampata frontalmente la targa del mio Ktm 125, i miei Levis lisati e le mie Timberland un po' troppo sporche, allaccio il giubbotto in pelle e scendo nel box. Carico le borse sul sissybar della mia Dyna fissandole bene con gli elastici, giro il quadro e boom il mio ferro questa mattina mi dà il buongiorno con una voce splendida che mi fa intendere che freme ad intraprendere questo viaggio.
Milano è deserta e penso a come sia bella alle 6 di una mattina qualunque, di un giorno qualunque, di un qualunque agosto. Le vie sono libere e la città è tutta per me. Ne faccio tesoro e mi godo al massimo questa sensazione che solo i più "fortunati" riescono a provare. Percorro la circonvallazione e lentamente mi dirigo verso l'A7, questa mattina la direzione è Genova.
Man mano che mi lascio alle spalle la città sento il fresco profumo della libertà. È difficile descrivere questa sensazione ad uno che non l'ha mai provata. È come se un brivido ti percorresse tutto il corpo, inizi a sentirti parte integrante della natura che ti circonda e in men che non si dica stai sorridendo facendo probabilmente una faccia da ebete assurda... ma chissene frega che sensazione fantastica!
L'autostrada si apre davanti a me e ad una velocità di poco più di 90km/h riesco a trovare quel delicato equilibrio perfetto tra vento, motore e anima.
Nel silenzio dell'alba sovrastato dal rombo delle marmitte, mentre intravedo sorgere il sole che crea inevitabilmente una luce tanto bella quanto fastidiosa ai motociclisti, ho modo di ripensare al risveglio di questa mattina e a quella strana sensazione provata.. Libertà, si credo che fosse la "paura della libertà" ad avermi tolto il respiro.
Mi spiego meglio. Si sente molto spesso parlare di libertà. Ma che cos'è esattamente la libertà? Bella domanda. Nonostante mi cimenti spesso a trovare una risposta non sono ancora arrivato a darle una forma soddisfacente e chissà se ci arriverò mai. Si può essere davvero liberi o è semplicemente una meta, un miraggio che vogliamo raggiungere? Esistono tante forme di libertà ma non penso ad altro che alla libertà data dalla tecnologia. La tecnologia ci rende davvero liberi? Credo che la tecnologia sia una brutta bestia.. sotto il falso slogan della libertà si cela una schiavitù mentale non da poco.
Essere liberi, ma liberi davvero, in un certo senso vuol dire anche ritrovarsi "soli" nella natura, proprio come i pionieri e gli avventurieri di un tempo. Eh si.. penso che la vera libertà a noi schiavi della tecnologia faccia paura, ci siamo ormai addomesticati, non siamo più in grado di apprezzarla a pieno ma al contrario ne abbiamo paura, la temiamo e in un certo senso la teniamo a distanza di sicurezza da noi.. una sorta di Odi et Amo alla Catullo. A questo proposito mi viene in mente il pensiero di Robert M. Pirsig nel suo libro "Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta"...

Cristoforo Colombo è diventato un tale stereotipo da libri di scuola che ormai è difficile vederlo come uomo. Ma se ci sforziamo di cancellare la nostra conoscenza attuale delle conseguenze del suo viaggio e ci mettiamo nei suoi panni, ci rendiamo conto che la nostra esplorazione della Luna è una bazzecola in confronto alla sua impresa. [...] Penso che la ragione di oggi sia analoga alla terra piatta medievale. Se ci si spinge troppo in là, con ogni probabilità si precipita nella follia. E di questo la gente è terrorizzata.

Il succo è che Colombo è partito realmente verso l'ignoto, senza essere supportato da alcuna tecnologia se non la bussola ed una conoscenza rudimentale dei venti e delle possibili correnti oceaniche. Ci vuole davvero del fegato per affrontare queste imprese. Abbiamo tutti paura dell'ignoto.

L'idea di intraprendere il mio primo viaggio in moto, tenda e sacco a pelo, senza avere una meta fissa e un percorso programmato questa mattina mi ha fatto provare un'emozione nuova, un'emozione ancestrale. A questo giro niente tecnologia. Intendiamoci il navigatore GPS è una gran figata quando si gira il mondo.. ma viaggiare (nell'accezione dinamica di percorrere Km da solo sulla tua moto e non di raggiungere mete più o meno lontane) guidati da una voce elettronica, ti fa provare la stessa sensazione di libertà che si prova perdendosi in strade che non si conoscono e di cercare di orientarti "a naso" con solo la cartina? Credo proprio di no. È proprio questa sensazione che vado cercando ed è per questo che ho deciso di partire senza niente, se non con il cellulare (eh si.. di quello faccio veramente fatica a farne a meno).
Ecco risolto tutto.. il primo viaggio da solo On The Road.. le aspettative, le incertezze e la "paura di libertà".
Dopo una pausa per rabboccare il serbatoio arrivo a Genova. È la prima volta che prendo il traghetto e mentre cerco la nave giusta il sole ormai è alto nel cielo e il giorno ha preso definitivamente il posto alla notte.

Ci vogliono diverse ore prima di arrivare in traghetto a Bastia e nel mentre decido di percorrere la Corsica in senso orario per mantenermi sempre dal lato opposto alla scogliera. Sul traghetto nella sala principale un vecchio Sportster è appeso al soffitto.. buon segno! In questo lasso di tempo 1000 sono le emozioni che provo e tra queste la più forte è decisamente quella al segnale di sirene che avverte che la nave è arrivata in porto... l'avventura desiderata tanto a lungo ora ha inizio, sono al settimo cielo!
Arrivato alla mia moto aspetto incolonnato per uscire dal traghetto. Tante macchine, ma anche tante moto! Faccio amicizia con dei ragazzi italiani con dei BMW GS 1200 che sono lì per le mie stesse ragioni.
Mi dirigo a Sud di Bastia, oggi non voglio esagerare con i Km perché l'intenzione è di rimanere nello stesso campeggio per al massimo 1-2 giorni allo scopo di visitare più o meno tutta l'isola. Mi faccio guidare dalla moto e la strada mi porta a Biguglia, campeggio stupendo in riva al mare.
Montata la tenda, prendo la moto e vado in perlustrazione. Cosa avrei potuto trovare affianco al campeggio? Ovviamente un capanno che affitta Harley. Prese maglietta e patch faccio amicizia con il proprietario, gli racconto le mie intenzioni e lui mi spiega che non ci sono concessionari in Corsica e che lui è l'unico punto di riferimento pseudo-ufficiale dell'isola. Prendo un biglietto da visita (non si sa mai..) lo saluto e riprendo la "perlustrazione". Faccio la spesa, torno in campeggio e mi siedo sulla spiaggia in riva al mare per godermi un rossissimo tramonto mentre divoro un paninazzo ripieno di formaggio e salumi corsi.
Alla mattina mi sveglio.. giornata stupenda! È un peccato non fermarsi un altro giorno in quel campeggio, ma davanti a me ho tanta strada che attende solo di essere percorsa.
Prima di partire avevo chiesto informazioni ad amici e parenti e in molti mi avevano sconsigliato la costa Est perchè troppo "turistica" per il tipo di viaggio che volevo intraprendere io.
Decido allora per arrivare a Sud di percorrere l'entroterra in modo da apprezzare i diversi paesaggi dell'isola. Imbocco la N193 e dopo qualche Km mi ritrovo completamente in un altro posto. È affascinante vedere come in soli 20 minuti la natura cambi e lasciatomi alle spalle un bellissimo paesaggio di mare ora davanti a me ci sono solo montagne e pascoli.

Apro una parentesi, se tra di voi c'è qualcuno intenzionato a scoprire la Corsica vivendola On The Road si ricordi che dietro ad ogni curva c'è una mucca o un asino di traverso in mezzo alla strada che aspetta solo di fare amicizia con l'anteriore del vostro ferro!
Poi prima di partire tutti mi avevano messo in guardia dai Corsi.. "brutta gente" dicevano.. io li ho trovati molto simpatici e ospitali!
Ah un'ultima cosa, un'altra avvertenza che mi avevano fatto riguardava l'alto tasso di furti di motociclette, io per non rischiare l'ho sempre tenuta affianco a me in campeggio.. vuoi mettere che bello è vederla poco prima di addormentarsi e ritrovarla al mattino più splendida che mai!?

Scusate la breve digressione, torniamo all'entroterra della Corsica, mentre parlavo delle mucche e dei Corsi ho continuato a guidare e sono arrivato a Corte, da qui imbocco la N200 e torno in direzione del mare fino ad arrivare ad Aleria dove mi fermo per pranzare in una sorta di agriturismo locale. A pancia piena e dopo un "buon" caffè percorro tutta la costa fino ad arrivare a Porto Vecchio nel Sud della Corsica.
Si lo so all'inizio del racconto avevo detto che la mia intenzione era quella di "spalmare" i campeggi lungo la costa Corsa per assaporare tutta l'isola ma che ci posso fare.. ho la testa dura e non do mai retta a nessuno, figuriamoci a me stesso!

Cala il buio e la temperatura dal bel caldo che mi ha accompagnato tutta la giornata si fa sempre più fresca, a metà strada tra una piacevole brezza marina e un freddo pungente. Apro la guida dei campeggi e inizio a cercare il più economico in zona. Completo. Gli altri? Troppo cari. Percorro la costa avanti e indietro per trovare qualche camping talmente sperduto da non essere segnato sulla guida.. il Pezza Cardo! Lo so il nome fa sorridere ma ragazzi credetemi... il Pezza Cardo ti entra davvero nel cuore a tal punto che ci sono rimasto 2 notti! Il gestore è simpaticissimo e la posizione del campeggio è strategica essendo vicina a molte delle più belle spiagge della Corsica.
A Porto Vecchio trovo Ale Giotto, un mio caro amico dell'Università con cui passo due belle giornate di sole sulle spiagge di Palombaggia, Santa Giulia e Rondinara con tanto di giro in moto d'acqua e serata in discoteca.
Nel pomeriggio del secondo giorno al Pezza Cardo, la strada mi porta a Bonifacio. Che bella Bonifacio.. un paesaggio da urlo. Dalla piccola insenatura vedo in alto a me una sorta di promontorio e decido di arrampicarmi per vedere la gola dall'alto. Dopo 20 minuti di scarpinata mista arrampicata mi trovo sul punto più alto della costa e aspetto sereno l'arrivo del tramonto. Semplicemente indescrivibile, il sole che scompare e subito sopra il blu scuro della notte incorniciato dalla roccia dorata a cui fa da sottofondo l'incresparsi delle onde che sbattono lentamente sulla costa ad un ritmo incostante proprio come quello del carburatore di un vecchio 1340 fermo ad un semaforo. Accendo una sigaretta e via, la mia mente parte ed inizia a viaggiare più lontana di quanto ho viaggiato io fino ad adesso. Pensieri, ricordi, emozioni, il sole rosso, l'aria fresca ed un'inspiegabile senso di pace, armonia ed equilibrio.. la libertà.. eccola la vedo e la sento su di me, dentro me, attorno a me.
Gli ultimi raggi di sole, i più tenaci, colpiscono la mia Harley e giocano con le cromature a creare dei riflessi che rendono più pieno questo momento.

Torno in campeggio e trovo una "bella" sorpresa, la tenda è tutta afflosciata e giace per terra. Cazzo no, c'è buio e non si vede nulla.. penso tra me e me. Cercando di capire che diavolo sia successo scopro a malincuore che un pezzo delle due aste che fanno da scheletro alla tende è spaccato in due. Panico. Apro la mia borsa in pelle della Wild Hog e tiro fuori il Leatherman e il nastro americano. Facendomi luce con il cellulare cerco un rametto che taglio con il seghetto del coltellino. La mia intenzione è di "steccare" l'asta rotta della tenda.. un po' come ha sempre fatto mia madre quando ero piccolo, usando listelle del parquet quando mi facevo frequentemente male in mille modi diversi, dall'arrampicarmi su tutto quello che trovavo agli slittini improvvisati con vecchie assi di legno tappezzate di chiodi arrugginiti (scusa mamma.. sono fatto così). Che figata, dopo aver aggiustato la tenda con scotch, coltello e rami mi sento a metà strada tra l'intramontabile e sempre biondo Mac Gyver e Giovanni Muciaccia di Art Attack con la differenza che al posto della colla vinilica è stato usato del comune nastro americano. Doccia e si torna in discoteca per il concerto di Bob Sinclar.

La mattina seguente purtroppo devo salutare il proprietario del Pezza Cardo con cui tra l'altro avevo stretto amicizia e il mio amico Alessandro Sernagiotto.. il viaggio riprende!
Si, che sensazione, dopo i primi due giorni in cui mi sono sentito spaesato finalmente riesco a godermi al 100% la strada, il paesaggio, la vita On The Road.
Mi dirigo lungo la N196 in direzione Propriano. Oggi il sole picchia tanto e si fa fatica a rimanere lucidi. Bevo 18 litri d'acqua per non morire. A Propriano giro tutti i campeggi ma la risposta che mi danno è sempre la stessa, "campeggio pieno". Amen, è proprio l'avventura che volevo, è proprio l'imprevisto che cercavo, così abbandono la costa per un breve tratto e proseguo sulla N196. Poco prima di Ajaccio imbocco la D555 fino a Porticcio dove trovo un campeggio libero e mi fermo per la notte. Visito Ajaccio e le Isole Sanguinarie, Capo di Feno e i famosi Calanchi.
Il pomeriggio seguente dopo pranzo mi lascio alle spalle il campeggio di Porticcio e imbocco la D81 che tra mare, scogliere ed entroterra mi fa strada fino a Porto. Mucche dietro ai tornanti e paesaggi mozzafiato mi accompagnano per tutta la durata del viaggio.
Porto, Bussaglia, Galeria, Le Fango. Sono solo alcuni dei tanti luoghi che scopro durante il viaggio.

Inizio a percepire che purtroppo il mio viaggio sta per terminare. Arrivo felice ma al tempo stesso dispiaciuto a Ile-Rousse, nel Nord dell'isola Corsa. Il paesaggio e la natura cambiano.. i bei posti selvaggi e randagi sono solo un ricordo, qui a Ile-Rousse l'aria che si respira non è più quella di un piccolo paesino ma di una città vera e propria. Proprio in quei giorni a Calvi suona David Guetta all'Acapulco.. e penso che non posso perdermelo così pago caro il biglietto e torno nuovamente in discoteca.
Rientro al campeggio dopo le 5 e mentre apro la tenda per entrare a dormire i raggi del sole più impazienti sbucano all'orizzonte. Mi fermo e respiro a pieni polmoni questa atmosfera. Entro in tenda distrutto e decido di puntare presto la sveglia, voglio dormire giusto un paio d'ore per poi collassare sulla spiaggia in riva al mare per tutta la mattina.
A Ile-Rousse rimango 2 notti e in questi 3 giorni ho modo di visitare Calvi, Algajola, la spiaggia di Saleccia (che raggiungo in traghetto perché il Deserto degli Agriati in Harley sarebbe stata un'impresa) e Ostriconi dove mi imbatto per la prima volta in vita mia in una spiaggia di nudisti. Inizialmente sono un po' perplesso e a disagio ma poi penso "massì diamine" e così calo le braghe e faccio prendere un po' di sole alle chiappe chiare.

Mattina dell'ultimo giorno.
Pago il campeggio, carico la borsa sulla moto e lascio alle spalle Ile-Rousse e, a distanza di qualche ora, la Corsica intera.
Sono a pezzi, il tempo è trascorso davvero troppo velocemente.. come sempre accade quando ci si diverte e si sta bene. Purtroppo si, solo poco più di una settimana ma ricca di strada, di sole, di spiagge, di persone nuove. Ho avuto l'occasione di scoprire luoghi e paesaggi mozzafiato e sento di essere cresciuto e maturato motociclisticamente.
Mentre percorro dapprima la N1197 che mi porta nell'entroterra a Ponte Leccia e poi la N193 fino a Bastia (per saltare la coda dei turisti, come aveva suggerito il proprietario del campeggio) nella mia mente queste ultime giornate scorrono come fotogrammi di una vecchia pellicola cinematografica.
Realizzo che è così che voglio e cercherò di vivere. In maniera semplice, in sella alla mia moto. Tanti sono ancora i Km davanti a me e sono impaziente di percorrerli.

I miei sogni sono sempre qualche metro davanti alla mia ruota.. questa è la passione che brucia dentro e mi stimola a conoscere il mondo. Si. Voglio scoprire il mondo insieme a lei, alla mia Harley.

See you soon on the road,