Ten Years Gone





Ma...qualcuno legge ancora i blog? Se sì, qualcuno legge ancora questo blog?

Comunque: questo era per me il decimo anno di Sportster. Notare il collage pezzottissimo.


Questa povera Sportster nacque come MY 2008, sigla XLN. Il modello aveva una linea fra le più classiche possibili: buckhorn, strumento centrale, 16/19 neri con raggi cromo, soffietti, peanut (anche se nella sua versione "bastarda" da 12l). Insomma, una bella motocicletta a parer mio, con una tradizionale linea da Sportster, presa in condizioni più che decenti, usata due anni per poco più di 4000 chilometri.


Ecco come si presentava i primi giorni di marzo del 2010, fresca di camioncino che da Nervi l'aveva portato al quartiere Solaro, sulle colline ad ovest di Sanremo. 


Qui sotto, il mitico Daninviaggio, dopo il suo epico viaggio attraverso le Americhe con il Transalp, prova l'ebbrezza di uno Sportster sull'Ostiense, nel 2011, durante un incontro - finalmente di persona - dopo anni di reciproca stima a distanza.


Nel 2012 iniziano alcune tiepide modifiche: manubrio biltwell (tanto amato da chi lo montava quanto odiato da chi lo vedeva montato) sella bianca dopo rialloggiamento della centralina.

 
Nel 2013 proseguono modifiche e s'allungano i giri, qui con scarichi trumpet per svegliare i vicini e decal alate sul serbatoio riverniciato di fresco. Accanto lo sportster del mitologico Sciamano, durante la festa europea per i 110 anni di Harley, a Ostia.


E qui invece con manubrio più alto dopo lo "sfoltimento" del molestissimo impianto elettrico. Nella foto è parcheggiata davanti casa di Andre, a Pisa, durante il nostro rituale potlatch di fine ottobre. 


In una due-giorni etilica in Abruzzo a fine estate 2014 è equipaggiata con manubrio "storico" a T (uno dei cimeli a cui tengo di più in assoluto) e nuove decal sul serbatoio, un frisco 8l celeste.


Il 2015 vede altre modifiche, tra cui il taglio del telaio con targa laterale e classico parafango a lama. Sempre in compagnia della Stormbringer, come sotto, alla rocca di Bracciano (foto del grande Bonanni).


Per l'estate di quell'anno passai a uno sconocchiatissimo Hummer (ancora "con bozzi originali degli anni '60", cit. Wayne) e manubrio a z, una combo che tuttora amo vedere su un chopper; qui sulla statale del Tenda, mother road della CDR.


Nel 2016, invece, il salto definitivo: addio agli ammortizzatori che erano comunque due serci, benvenute barre rigide e sissy con palla in cima, qui a La Turbie.


Il look rimane più o meno lo stesso per tutto il 2017: per la strada era perfetto, e fa la sua sporca figura sulla Futa, per una sveltina sull'appennino tosco-romagnolo, conclusasi a Bologna. 


 L'anno
 si chiude con una nuova combinazione: risers dogbones su morsa ironhead e manubrio z senza pullback; comodissima.


Nel 2018, la moto passa a un tradizionale peanut 8l pre-2003, che mi dà qualche chilometro in più di autonomia e un look che gradualmente sta tornando ai classici dello sportster. Lo z resiste su riser Hydra 3", perfetti secondo me sulle piastre dello Sportster, q
ui sotto sullo Spluga insieme a Wayne.


Nel 2019, 
sulla statale che scavalla Monte Bignone e scende per Baiardo: targa laterale, scompaiono il sissy e lo z, compaiono manubrio XR su riser Hydra e soprattutto la combo 18/21. 


In Maremma, a fine estate, con riser Ironhead, faretto mini-Bates, avantreno riverniciato e lucidato, cerchi e sissy cromati e manubrio comodissimo. Rimane invariata più o meno fino a novembre quando, dopo un'altra estate di abusi e prepotenze, la moto comincia a chiedere pietà.


A inizio 2020 si torna ai classici: ammortizzatori stock, parafango e stop replica ironhead, sella singola e pad, faro ironhead con brow serie K; in foto sulla provinciale che da Norma arriva a Cori.


Sul Teglia, uno dei passi più scenografici dell'entroterra ponentino, dopo il rifacimento del motore per mano dello Scorpione.


Infine, eccoci a settembre e alla montana di Rocca di Cave, una delle tante meravigliose statali "nascoste" del Lazio. Carter primaria, camme e pignone lucidati; sella rifatta all'astronomica cifra di 50 usberghi; serbatoio victory red stampato '94, regalo per i 200mila sul contachilometri.


Di Sportster si vive, ad altri 10 anni. Love for real Not Fade Away!

Commenti

  1. Si, c'è ancora chi legge i blog! E quanto mi mancava rivedere questo meraviglioso Sporty... Complimenti!

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