CDR10: Tutti Paziz Per I Peziz



Ogni grande storia inizia dall'inizio.

Abbiamo pure il logo!


Innanzitutto, auguri Andre.

Poi. L'è düra cominciare a scrivere una storia così lunga e patetica, senza diventare lunghi o patetici. Ma direi che si può iniziare da qua...

-2005

(interno squallidamente illuminato dai neon; piastrelle bianche e nere e banchi verdi scrostati; ore 8.45 di mercoledì mattina, ottobre inoltrato)

E' quell'ora un po' magica un po' nauseante, quando sei spalmato sul banco di scuola durante una prima ora di geografia; nemmeno il fiato di mèrda del tuo compagno di banco riesce a tenerti sveglio, figuriamoci le nozioni snocciolate dalla prof sulle coltivazioni di tapioca e manioca dell'Ichneachtucheanistan (esiste giusto?).
Una pallina di carta mi vola addosso, arriva dalla fila di banchi vicina, è Andre. Mi fa vedere un disegno che ha fatto sulle pagine del diario. Devo inforcare gli occhiali per vedere meglio: è una ruota, ha sei raggi e due ali ai lati. "No perché ti ricordi l'altro giorno, mi sussurra, che dicevamo dei giri in moto e che dovevamo fare un simbolo? Ho pensato a questo. Ci potremmo chiamare la compagnia della ruota", conclude sorridendo. 

Ed è nata così, da una lezione di geografia al liceo. Eravamo in pochi, le moto erano scooter ma non abbiamo mai dato molto peso alla differenza. Dalla 5ª B del Liceo Cassini soprattutto, anno scolastico 2005/06. 

C'è da dire che nella prima versione avevamo preso dentro certa gente che francamente...manco avevano il motorino, come potevano far parte di uno spietato club di motociclisti destinato a dettare legge e stile sulle strade del ponente ligure? 
Ma ci sentivamo inclusivi per cui direi che ci stava, presto o tardi Dio avrebbe comunque riconosciuto i suoi, e solo i meritevoli sarebbero stati Pentacosiomedìmni, e guadagnato l'accesso all'Aeropago. 
Ma non nella Sanremo Che Conta. Giuro, esisteva davvero! Erano i più fighi, andavano alle feste, frequentavano le persone giuste...si erano fatti le magliette con scritto SCC, Sanremo Che Conta...vabbè, cazzovene. 

Crescere in provincia non è male in fondo, fa un po' schifo, ma non è male (un banno). 

Il primo giro in moto è stato a Bordighera, una decina di km da Sanremo. L'unica cosa che ricordo fu Sax che chiamò suo papà e suo papà rimase stupito che fossimo arrivati fino a lì. Fa ridere ma da qualche parte si deve pur cominciare no?

-2006


Eravamo un po' per le nostre, non è che fossimo esattamente popolari a quei tempi (non che ora siamo proprio ricercatissimi eh) e dunque piuttosto che chiuderci in casa a visionare film hard (cosa che comunque avveniva abbastanza regolarmente), preferimmo  cominciare le vere esplorazioni, avvenne il primo passaggio del confine. 
Dista solo 20 km da Sanremo, ma quel tanto che basta per farci aggallare.



Il gruppo si era costruito pian piano, gradualmente ci eravamo riconosciuti fra di noi; per molti di noi l'amicizia risaliva alle elementari, se non addirittura all'asilo. Eravamo testati e temprati dalle domeniche pomeriggio al campetto di Ospedaletti, quando giocavamo a calcetto in 37 nello stesso campo, partite che spesso sfociavano in episodi di violenza e brutalità: quella contro i truzzi di Ospedaletti (conosciuti per gli Zip e i Phantom truccati all'inverosimile) era una vera e propria faida.

Ricordo ancora una volta in cui un vigile urbano ci fermò tutti quanti e ci chiese i documenti delle moto. Quando vide che eravamo tutti di Sanremo ci disse: "Ah ma non siete di Ospedaletti! Ah no allora tutto a posto, potete andare. Credevo foste di qua". Evidentemente aveva a che fare con teppisti a due ruote ogni giorno; doveva essere un sollievo trovare per una volta dei ragazzi per bene. Quanto poco sapeva..

Ma guardaaaa! Mi piaceva un botto quel cappello. Smisi di portarlo solo quando vendetti il vespino 50, ci stava perfettamente nel sottosella.



Montecarlo nel tramonto di febbraio.




La ripresa della scuola in autunno, dopo la vittoria nei mondiali e varie altre amenità  con compagni e compagne di classe, coincide sempre con un periodo di down estremo..immagino che tutti ci siamo trovati a pensare "che cosa ci faccio qui?", come diceva Bruce Chatwin. Ma una cosa è pensarlo, ed un'altra è davvero sentirsi fuori posto. Chi più chi meno vedeva nell'andare in moto un modo di rimettere le cose al proprio posto, una necessità più che un vezzo. 

Dicono la stessa cosa dell'LSD.



Un giretto nella città delle streghe non poteva mancare; l'entroterra si riempie di colori nella terza stagione. Il verde quasi violento dell'estate lascia il posto a colori dolci e caldi, non c'è versione di greco che possa competere con questo. Neanche se poi la devi passare per telefono a Moreno la domenica sera.

La lineup delle moto era decisamente eterogenea: il Beta 50 di Andre è stata la prima moto che abbia mai provato. La lanciai in terra immantinente. Brigg già aveva l'Xmax, dopo aver venduto l'Aerox replica della MBK, il Nitro (del '92, restaurato alla serial killer, impennava di motore). A fianco, due leggende appaiate: l'SR di Nicola e lo Scarabeo di Sax.

Il primo per un breve ma glorioso periodo fu l'SR non maggiorato più veloce di Sanremo. Riconoscibile per la livrea di Spiderman (la demenza di Nico per i fumetti già dava i suoi frutti) e per la cagnara della marmitta RR, raggiungeva i 112 orari in Aurelia bis. Venne venduto con 50.000 (50.000! Un SR!) km e due settimane dopo il secondo proprietario lo scrociò contro una campana della differenziata, riducendolo in poltiglia. Bastardo.

Il secondo era conosciuto, più che per doti motoristiche speciali (anche se Sax riuscirebbe a piegare su un monopattino), per il fatto di aver creato un ecosistema autosufficiente nel bauletto, nato tutto da un peperone ripieno dimenticato lì dentro da Richi e lasciato fermentare per qualche mese. Tirò le cuoia nel 2008, tornando dal Piemonte, quando si inchianò l'acceleratore e Sax dovette bruciare ogni incrocio e semaforo rosso da Ventimiglia a Sanremo, perché la moto non si fermava.

-2007


I limiti imposti dalla scuola, dalle compagnie, dai disagi con gente strana (tipo Ghisani, celebre per esser riuscito ad infilare 25 bestemmie in un discorso lungo due minuti) piano piano lasciano posto ad una leggera euforia, consumata fra spaghettate alle cinque del pomeriggio da Garuti e uscite il sabato sera passate a parlare di moto, seduti sulle moto, nel parcheggio delle moto davanti alla scuola guida del Porto. Insomma, praticamente una monomania, una malattia mentale e fisica.



Crescendo crescono anche le cilindrate, il raggio d'azione, lo spessore del membro..è così che entrano nuove moto nella scuderia, soprattutto Vespe. Di ragazze, per ora, neanche l'ombra.
Dal collinozzo di Coldirodi guardiamo verso l'Ovest, terra di nuovi posti e nuove perversioni. Dietro la prima collina, le altre che sfumano all'orizzonte sono quelle della Francia e La Turbie.


Ai laghetti con Garuti e company. Cacchio che risate - tra i pomeriggi passati a giocare ad Assassin's Creed o Davide che si lancia di testa da 10 metri per far colpo su una tipa che non la voleva sganciare c'era materiale parecchio ignorante con il gruppo dei Davidi (erano almeno in tre a chiamarsi così, Cose, Garuti e Volpe a cui si aggiungevano Buldo e Masieri); giustamente entrano anche loro nella Hall of Fame. 
Passò alla storia una partita di calcetto noi contro loro, finita con 16 contusi ed una rissa sfiorata al termine dell'incontro, in amicizia.




L'estate passa fra giri in moto col Vespa Club Riviera dei Fiori. Va da sé che io e Andre eravamo i più giovani nel Club, ci sentivamo un po' fuori posto; ma i giri che facevamo erano fighissimi ed i vecchiacci del Club bevevano come secchi. Ricordo un tizio di nome René che si fece da solo tre brocche di rosso della casa e guidò storto per tutto il ritorno; allo stesso giro Andre vinse il premio come pilota più giovane. 


Ma è in autunno, con la scuola che incombe su di noi come la castrazione incombe su un cane in calore, che avviene l'atto costitutivo della CDR come la conosciamo oggi.
 Sì perché anche se la fondazione vera e propria data dal 2005, è nel 2007 che acquisiamo coscienza di classe e decidiamo di rifondare la cumpa, durante un giro al colle di Langan. E' anche una delle prime volte in cui viene con noi il grande Alig, fomentatissimo di moto da enduro, rally anni '80 e porno in VHS.


La sua genuinità e la sua pazzia negli anni hanno contribuito non poco a formare la storia ed il carattere della CDR. Che mito.

L'entusiasmo che segue questo genere di iniziative a volte è contagiante. Subito parlavamo dei nostri nomi sul giornale per meriti motoristici e/o criminali, cosa che non faceva che aumentare la nostra pericolosa astrazione dalla realtà. Ma spesso ciò porta a giri ed episodi indimenticabili, come quando mi ubriacai marcio alla festa dei 18 di Nico/17 di Andre e abbattei la Vespa Primavera su un muro di cinta del cimitero di San Rocco, con Andrea che mi riaccompagnava a casa smoccolando il rosario, nonostante fosse il suo compleanno - che sant'uomo. O, molto più semplicemente, come questo tramonto a La Turbie.



Sotto di noi il nostro feudo personale, il ducato di MonteCralo.



"Ma Insolia ha il dito steccato?" cit.



Brigg se la prende con sassi e foglie.



Ma il tempo per una foto seria si trova sempre. 




A quel mitico giro, cosa più unica che rara, si unirono mio fratello e Stancampiano. STANCAMPIANO. Conosciuto per le stronzate che sapeva sparare se...ehm...conosciuto per le stronzate che sparava e basta (scherzo ovviamente, era famoso anche per vestirsi sempre in tuta, abbinata ad una sciarpa rosa che non lavava MAI), avevamo cominciato a credere che il Phantom di cui vantava il possesso fosse leggenda. Invece non solo ce l'aveva, ma ci venne anche in Francia, e ad un altro giro disagio a Seborga, quando sbagliammo strada ed arrivammo al paese per una mulattiera dell'anteguerra.

Mio brother invece venne col Dinasty 125 di mia madre, non esattamente un fulmine di guerra come moto. Colpevole di aver fracassato il piede a mia mamma, non riusciva a raggiungere i 90 in discesa per il parabrezza che faceva un effetto vela degno di un catamarano; per questo entra con arroganza nella galleria di ciaraffi posseduti (in più sensi, a volte) dalla cumpa, insieme al Dado noleggiato da Ca per l'esame della patente: aveva persino una spia che ti avvisava se ti squillava il cellulare in tasca. Grandioso.



-2008


Più passano gli anni più gli impegni scolastici cominciano ad influenzare negativamente le nostre menti già corrose di loro. Nell'anno dei nostri 18 vennero toccati i punti più bassi della carriera accademica di molti di noi, colpa anche di perfide prof, per cui cominciai a nutrire anche una malsana sindrome di Stoccolma...ma questa è un'altra storia.

Inizia col freddo terrificante delle gole di Gouta uno dei più begli anni della cdr. E' anche l'anno in cui la maggior parte di noi passa ai 18 anni, il che significa solo che non siamo più costretti a mentire sulla pagina iniziale di PornHub.





In occasione degli Europei 2008, noti perché Borriello entrando in campo si lasciò dietro una striscia di merda, Andre sfoggia un Montesa da paura e un look da narcotrafficante colombiano: gli manca solo il kalashnikov a tracolla e poi ci siamo. 
La foto mostra anche l'ultima apparizione ufficiale dello Scarabeo di Sax col parabrezza: in occasione della partita successiva, andando a casa di Breglia, il parabrise si sradicò rischiando di cavargli un sopracciglio.




La gloria estiva è sempre ricca di posti nuovi, nuove avventure, nuovi disagi (come una nostra compagna di classe che si finse una tizia di Aosta su MSN per adescarci o chissà cosa, roba da veri sociopatici - e mi fermo qui) e per la prima volta anche presa di coscienza del momento che stavamo vivendo, della maturità che avevamo raggiunto, cosa che rese i viaggi di quell'estate ancora più intensi. A Sospel debuttiamo nell'alta società dei passi alpini con nuove magliette, nuove marmitte e le nuove pose alla Kiss di Nicola.



Quella stessa sera grigliatona a casa di Nicola. Mi improvvisai grigliatore - non so perché - e non mangiai nulla di quello che cucinai. In compenso bevvi e dopo un'ora ero già sverso in terra. 





Il primo vero test, il primo vero viaggio avviene una settimana dopo il solstizio d'estate del 2008. Attrezziamo i mezzi come meglio riusciamo (entrò nella leggenda lo zaino di Paperino di Nico), prima di intraprendere una strada che conoscevamo bene. Mai però l'avevamo fatta in moto: ricevere il battesimo del fuoco sulla mitica Statale 20 del Tenda non è niente male. 


La flotta attende il passaggio del tunnel, dopo il quale si cela una valle irta di pericoli e allucinazioni. Appena arrivati alla casa della prozia di Breglia, Sax decide di iniziare la fiera della cazzata: Nico dal balcone del terzo piano gli urla di portargli su le chiavi del motorino. Giustamente Sax opta per tirarle dal cortile con un lancio degno di un lanciatore di baseball afflitto da astenìa: le chiavi atterrano dolcemente nel balcone al secondo piano. Inutile dire che l'appartamento era vuoto e i proprietari latitanti da mesi.

Seguono scene di isteria collettiva, incazzature e iniziative infelici: viene contattata la figlia dell'amministratore, una topa spaziale che a parte essere vestita in modo illegale non può fare più di tanto; un tizio sbucato dal nulla presta una scala tenuta su con lo scotch, poi si siede sul cofano della macchina a bere birra, pronto a gustarsi la tragica morte di Sax che tenta di salire sulla scala che tremola più di un eroinomane in astinenza. Ma alla fine, sfanculato il tizio malaugurante, è Nicola stesso a risolvere la situazione: scassinata una finestra del corridoio, riesce con mossa Spidermanica a raggiungere le chiavi e a metterle in salvo.

La prima crisi è rientrata, la festa può continuare.


In casa cominciano a volare cazzate e schiaffi come fossero coriandoli. Nico si improvvisa assassino, Donatello delle Tartarughe Ninja, Carabiniere calabrese al citofono, a seconda dell'ispirazione del momento.


Prima che ci scappi il morto, decidiamo di svolgere attività ludiche e legali all'aperto. Giro tossico al parco della stazione.


Cerchiamo anche di raggiungere la vetta dei Fortini, ma Nicolò tradito dall'asfalto smarozzato incappa una scivolata e ci ritiriamo. 
La serata si conclude fra Brigg che carico di vinaccia tenta di sfondare il biliardo dell'unico bar notturno di Limone e Sax che ci propina una visione di "Planet Terror", probabilmente uno dei film più avvilenti che avessimo mai visto. 


La mattina dopo vogliamo raggiungere la Francia per vie traverse. Brigg si rattoppa il ginocchio sbregato e partiamo verso il colle della Lombarda.



A Vinadio, dietro il monastero di Sant'Anna, il più alto d'Europa, potete raggiungere il santuario dedicato alle vittime della Seconda Guerra Mondiale. Il luogo, semplice e spartano, colpisce per l'atmosfera ed il silenzio che regna a quell'altitudine. 

In tutta la zona, durante gli anni della guerra, vennero edificate casematte e fortini ad altezze ed in luoghi aridi e inospitali.



Proseguiamo l'ascesa. Secondo una fiera tradizione, nessuno di noi è equipaggiato con qualcosa di più caldo di un paio di bermuda.



Ma la vista e il trionfo della Natura su di noi ripagano qualsiasi broncopolmonite. Più o meno..


Raggiungiamo la vetta: è d'uopo una foto al cartello (peraltro sull'asta si vede chiaramente un adesivo dell'MCVA, che organizza lo Strega, me ne accorgo solo ora)...


...ed una al gruppo, rigorosamente voltati e/o ad occhi chiusi. Brigg con le braghe dispari fa scassare.


Ridicolously photogenic Breglia passa il valico verso Isola, ma presto è ora di tornare indietro.


Sulla strada del ritorno veniamo colti da un improvviso acquazzone estivo. Andre si ferma a mettersi la cerata (se l'era portata, giustamente voleva testarla): tempo di infilarsela, e la pioggia aveva smesso. 

A Vernante Carlo ci sorprende e arriva sgasando: impegnato per un torneo di tennis, ci aveva raggiunto in tempo per la festa della sera. Com'è suo costume, lo aveva fatto con solo 10 euro in tasca ma la PlayStation nello zaino: la follia può ricominciare.

Questa foto è l'emblema della CDR se ce n'è uno: spiega il nostro problema, ma anche la soluzione che abbiamo trovato al problema.


Nicola versione Tafazzi che si tempesta le palle con una bottiglia di Fanta è l'apice di una serata allucinante. La visione di "Svalvolati on the Road" sullo sfondo (altro grande classico) è il contorno ad Andrea che in preda alle convulsioni da risa si abbatte sulle doghe in acciaio del letto, tirando una craniata impressionante; a Sax che usa tutta la sua concentrazione per costruire una piramide di bucce d'arachidi sul davanzale della finestra; a Ca che esplode ogni cinque minuti nella sua classica risata di gola (una sorta di tosse misto risata, tipo HHHHHN'NNN, è esilarante) per ogni cacchiata; al povero Brigg che non sa se ridere o disperarsi per le condizioni di casa di sua prozia. 
Zuccheri e alcool nel corpo di un adolescente sono una pessima combinazione.

La mattina dopo, dopo che Brigg aveva passato un'ora da solo a rimettere ogni cosa al proprio posto, ripartiamo verso la costa. Il ritorno regalerà comunque delle perle, come il gabbiano kamikaze che tenta di assassinare Nicola a Ventimiglia o lo Scarabaccino di Sax che cerca di commettere suicidio vichingo con il proprietario in sella.


L'ultima deviazione è verso Casterino, attraverso boschi e laghi di montagna, una visione che riposa la testa e rilassa il fegato dopo una serata pesante.



Mi sono dilungato nella cronaca di questo giro, chiedo scusa. Ma ognuno di noi ha avuto un'esperienza che in modo o nell'altro ha orientato, indirizzato il proprio essere, la propria vita verso il futuro. Per me, come penso per gli altri, questo viaggio, seppur breve, è stato la prima esperienza di questo tipo: al di là delle cacchiate, dei tormentoni maniacali, c'è una leggerezza e una lucidità nel pensare e nel vedere che poche altre esperienze ti danno. Il viaggio, da questo punto di vista, è l'esperienza perfetta: niente ti dà maggiore percezione del mondo circostante, del tuo essere vivo e pulsante, del tuo muoverti attraverso lo spazio, in equilibrio su una sfera, a quasi 800.000 km all'ora.

Nothing else is real, nothing to get hung about.

Una seconda puntata a Limone avviene una ventina di giorni dopo. Stavolta vogliamo provare qualcosa di leggermente diverso, in tenda sul colle del Tenda. 




Ca tentò addirittura di portare l'SH dentro la tenda, temeva che i cinghiali glielo zanzassero.
Anche se era luglio, ricordo perfettamente il freddo che faceva e le difficoltà ad accendere il fuoco.




Dopo alcuni inutili tentativi con fazzoletti intrisi di benza, con Brigg scendemmo in paese ad un albergo, cercando di elemosinare dell'alcool etilico, che ci venne concesso alla dubbia cifra di 2 euro (?) da un albergatore. 




Ma la vista e le salsicce cotte al caldo di un fuoco vivo sono il giusto guiderdone (vivaddio!) per ogni fatica. Di nuovo mi rendo conto di qualcosa, una calda sensazione che si fa strada dentro come il calore del fuoco nella sera. Non c'è altro posto dove dovremmo essere, siamo esattamente dove dobbiamo essere. Abbiamo tutti avuto quella sensazione no? Come se quello che stessi facendo fosse astralmente giusto; quando la senti sai che un'altra piccola piantina si è aggiunta al tuo giardino pensile interiore, diventi come un esperto botanico, alle prese con quello che potenzialmente è il tuo capolavoro, o la tua caduta.

Though we never thought that we could lose
There's no regret
If I had to do the same again
I would, my friend





Ricomincia la scuola, l'ultimo anno...è strano e difficile descrivere l'accavallarsi di pensieri che incombono, come l'occhio di Sauron, nella testa di un giovane a quell'età. Si rasenta la schizofrenia, tentando di mettere ordine nel panico generato dalla coscienza che tutto sta per cambiare...o molto più semplicemente, può darsi che le due cadute nello stesso giro a Carpasio - di cui una dovuta ad una merda di vacca - mi avessero lasciato un leggero trauma cranico. 

Com'è come non è, è innegabile che la morte di Giorgio Bettinelli, eroe della nostra adolescenza, forse fu un presagio, un segno di un'età che stava svanendo. 



Dopo un minuto di silenzio sul colle di Langan dedicato al grande motociclista e viaggiatore scomparso, raggiungiamo il lago di Tenarda. Al giro venne anche Giovi il fratello di Ca, con le merende per tutti (la merenda in casa Giordano è giustamente un'istituzione) nel sottosella dello Zoomer: patatine, barrette al cioccolato, buondimotta, kinder brioss, succhi di frutta..c'era una quantità impressionante di roba.




Con Mirco e Ilario (due pazzi scatenati su 300 truccati, spesso compagni di viaggio in disumane scorribande) partecipiamo al Giro della Strega, un appuntamento immancabile per i rider liguri. 

La morale del giro è: vieni con quello che hai, torna con quello che puoi. 
Si schiantano in tre durante quel giro, tra cui un malcapitato con zavorrina che finisce sotto una macchina, ma assistiamo a dei pezzi di puro talento di Mirco, capace di sorpassare vecchi in Panda in piedi sulla sella impennando, o guidare a motore spento, in piedi sulla pedana dell'SH e senza mani, fra i tornanti di San Romolo. Mica merda.




Il saluto alla stagione avviene a fine dicembre, qualche giorno prima le vacanze di Natale, terrorizzando (letteralmente) la Costa Azzurra: Mirco decide di farsi la Corniche sul marciapiede e rischia di investire due passanti.

La prima edizione del CDRally passa alla storia fra Carlo che ha solo due euro in tasca e ci si compra il gelato e un deprimente clown in centro a Cannes che nessuno sembra notare.

Il ritorno come al solito è delirante, ci perdiamo fra di noi e Nico si incazza a morte. Alcuni superstiti si reincontrano per caso a Montecarlo. Conservo una foto ricordo di noi sulle scale del casinò, scattata però da una vecchietta tremolante: sembriamo la rappresentazione grafica dell'effetto Doppler e ho preferito non metterla.



-2009

Non conosco qualcosa che abbia un nome più significativo dell'esame che chiude il liceo: Maturità.
Una chimera ancora adesso per molti, che tu sia pronto o meno da quel momento in poi la vita comincia a prenderti per il culo; puoi solo provare a stringere le chiappe e a dispensare calci nelle palle, e forse avrai ancora tempo per la gloria.

Sul forum SH Club Italia, Sax e Ca tengono altissima la bandiera di Sanremo.
Il forum era popolato di strani e dubbi personaggi, tra cui Carmine che tenta di vendere a Sax una marmitta forroàd (sic), e delle camicie da uomo. Boh.




I due mezzi dell'Honda si distinguono in città per classe e tarrello, dettando una moda che in città aveva preso parecchio piede.


Ad aprile ci portiamo sfiga da soli partecipando alla benedizione delle moto a Verdeggia: qualche tempo dopo, grippo il PX, preso al posto dell'LX che ormai era diventato un tagliaerba. Nico, in un'allucinante e lunatica fase di transizione dal 50ino a cilindrate più grandi (ha cambiato idea 340 volte, ripassando tutto lo spettro di moto esistenti sulla Terra), naviga sul Majesty di suo padre.



Nell'ultimo giro prima di chiuderci in casa a studiare, ce la giriamo fra Limone e Sospel. Ospite Valerio, altro serial killer su SH 300. Teoricamente doveva venire anche Mitch, altro patito di moto (ma patito vero: capace di scartavetrare le gomme del Beverly 125 per una migliore aderenza in curva) e nostro amico dall'asilo, ma rimasto vittima di un doposbronza fenomenale, se la conigliò con grande stile. 

Nel giro succede di tutto: distruggo il parafango appena rifatto, Carlo spezza il cuore ad una bimba e un bagno fenomenale ci diluvia addosso. Era il 31 maggio e facevano 12 gradi. 12.



Ma la maturità alla fine arriva. La potete leggere negli occhi di Sax, all'alba, mentre ce ne andiamo in Corsica. 

The ultimate bomber.




Il viaggio in Corsica per molti motivi merita un capitolo a parte, che vedrò di pubblicare in futuro. Nel frattempo una carrellata di quello che rimane uno dei più bei viaggi della CDR, nonostante grippaggi, hotel gestiti da zambrocche, punture di ape sui coglioni, bevute di benzina e Schumacher improvvisati che si ribaltano in macchina cercando di inseguire Nicola.


















Al ritorno dal viaggio una brutta storia: Ca, che non era venuto in viaggio, ha fatto una brutta limata sulla strada per San Romolo, disastrata da anni. Qualche brutto graffio e la moto piuttosto rovinata non riescono però a scalfire più di tanto il nostro amico dalla risata gutturale. A scalfirlo ci riuscivo solo io quando lo pigliavo a cuscinate a casa di Nicola.


Settembre è un po' un continente in disarmo, se ci rifletti. Alla luce un po' traversa un po' blu dei tramonti di fine estate ti rendi conto che è tempo di migrare, come diceva D'Annunzio. Il tempo in quei casi agisce come un setaccio per un cercatore d'oro: le pietruzze più grandi e preziose rimangono, le altre scivolano giustamente via. Le amicizie agiscono alle stesso modo, in certi casi. E' lecito dunque pensare, alla luce della nostra storia proseguita nonostante la diaspora in mezza Italia, che fossimo gli uni per gli altri delle splendide pepite - o delle gigantesche pallette di merda, a seconda dei punti di vista.




L'autunno ci regala una splendida giornata di sole, come se la Liguria ci stesse salutando. E' l'ultimo Strega che facciamo da ragazzini - il primo da "adulti". 

Che poi si sa, l'età adulta sta nell'occhio di chi rompe il cazzo.






Ed avviene, per tutti noi, il tragicomico impatto col mondo del lavoro e l'università. L'età adulta rampa su di noi come le mestruazioni su una tredicenne, le responsabilità si ammucchiano come un gruppo di scambisti in un'orgia, questa volta non si scappa. Niente scorciatroie, stavolta si fa sul serio: la nera marmaglia si disperde.

Ma come dice Jerry, "every silver lining's got a touch of grey": niente nasce e niente si distrugge, tutto si trasforma. All'inizio, certo, è complicato prendere le misure al nuovo abito della vita, ma col tempo si trova tutti il modo di essere un buon sarto (questa l'ho trovata nel Grande Libro delle Metafore Brutte).



In ogni caso, un paio di mesi passano in fretta dopotutto, e la ricompensa fu il secondo CDRally, verso la Nizza immersa nel sole. Fu la prima volta in cui sentii Nicola lanciare vigorose e rauche bestemmie al cielo, dopo che la batteria del suo BatMax l'aveva lasciato a piedi.




I rimedi contro il freddo sono quello che sono.






Si conclude così uno degli anni più intensi e variegati della cumpa. Gli esami che ci attendono all'università sono poca cosa rispetto a quelli della vita.

-2010

L'inverno del nostro scontento passa piano piano, con sadismo e sofferenza ingiustificate. Un nuovo anno inizia, fra mille problemi e vicissitudini personali; ma grazie a Dio, o quello che fa per voi, né la distanza né l'herpes inguinale riescono a scalfire l'unità del gruppo. 

Slowly but steadily, timidi accenni di primavera si fanno strada nel freddo e nel buio di un anno che ricordo personalmente come uno dei strani, forse più brutti della mia vita, definizione che ritengo di poter estendere anche agli altri, accomunati dal confronto all'arma bianca con una vita arrivata come un muro sulla faccia di un pistaiolo aggallato, e con una stagione esaltante finita troppo velocemente, al suo apice assoluto.

 A Sanremo per una pausa, ci concediamo un giretto al colle di Nava, di cui conservo un bel ricordo soprattutto per la foto qui sotto. 




Impostato l'autoscatto, corro per mettermi a fianco degli altri e scivolando sul ghiaino mi assacchetto brutalmente in terra. La foto immortala il momento in cui gli altri scoppiano a ridere.

A Pasquetta altro ritrovo a Sanremo. Il tempo è di nuovo bello, si organizza una grigliata "di classe" (non nel senso che avevamo stile, ma era una riunione della classe del liceo). Non so perché, francamente. Non si può onestamente dire che che fossimo proprio uniti ed affiatati con i compagni di scuola, anzi. Diciamo che eravamo un po' fratelli coltelli in quella classe, era come se ci fosse un tacito patto di non belligeranza regolarmente infranto per un motivo o per l'altro. Ma il tempo annacqua la memoria ed il fegato, dunque ci può stare che ci riunissimo nonostante tutto.

Perlomeno ci siamo fatti una foto di gruppo in stile "giovane uomo che ritorna in provincia".



Il resto della primavera passa fra alti e bassi, ma dalle ceneri risorge la fenice di uno splendido viaggio (mamma mia oggi che parole arcane): è lo stralunato e avventuroso periplo verso l'Atlantico, verso la mecca del surf europeo, Biarritz (prima che il W&W desse nuova gloria al suo nome) a dare un senso a tutte le fatiche dell'anno appena trascorso. Qualche foto per ricordare quello che avete già letto qua.











Durante il ritorno la nostra mente, già pesantemente inquinata da condizioni psicologiche anormali, comincia a svariare di brutto. Nei giorni concitati che seguono nascono alcuni dei tormentoni più assurdi e idioti, figli di un decadimento morale e fisico che prosegue ancor oggi, sfociato in atti gratuiti come lanciare le scarpe di Nicola nel gabinetto, o vandalizzare il lucida scarpe dell'hotel di Tolone.

-2011


Ma a volte nella follia si trova una strana sorta di equilibrio, e si raggiunge una  forma mentis distaccata e/o rilassata che consente di navigare a vista tra le iniquità e le prevaricazioni della società e del mondo accademico, e di conservare una sanità mentale a discapito del liquefarsi dell'universo intorno a noi.



Tutto ciò, in sostanza, per dire che finalmente troviamo la formula di funzionare a distanza: per tutto l'anno sgobbiamo tra libri, lavoro, città enormi che ci vogliono fagocitare. Ma l'estate è riservata a noi, alla strada e alle moto. 



L'estate del 2011 ne è un perfetto esempio: le cilindrate pian piano crescono e cerchiamo di allargare il raggio d'azione e la lunghezza del pene (non vi fidate degli spam, quella roba non funziona, credetemi). A fine luglio ce ne andiamo a Ssaddegna, di cui se vi ricordate (ma perché dovreste?) avete già letto qui.










L'estate prosegue con il revival di una tradizione cara al nostro gruppo, ovvero la parranda estiva ai fortini di Limone Piemonte, ridenominata Wild Lemonade. Montagne, moto, ragazze e birra sono un ottimo modo per salutare la stagione.




Alla luce del fuoco, saltano i tappi di birra e le inibizioni. 

Sax sprofonda in un delirio spaventoso, dettato da non ricordo più quale angoscia sotterranea scoperchiata dal momento. Ricordo ancora che ad un certo punto lo perdemmo nel buio della montagna, e lo ritrovammo in piedi, fermo, a fissare un punto fisso nell'oscurità. 




Brigg passava uno dei periodi più tormentati della sua storia personale, ma è incredibile quanto fosse roccioso e stoico nel non mostrare niente, nel non cedere al buio, e nel tenere accesa la luce.




Era un periodo strano un po' per tutti, direi. In questi periodi risulta difficile tenere l'ago puntato al nord, il viso al sole e la pizza eretta. Ma in fondo è solo questione di rilascio d'endorfine, e la moto in questo può anche far miracoli. Alla luce del fuoco e del presente, quella era una lezione da tenere a mente.




E quella volta la moto la portai con me giù a Roma, l'inizio di un'altra storia. 

Lo Strega di quell'anno non fa che continuare la festa.


Anche Andre sta tornando di nuovo in splendida forma dopo le tribolazioni fastidiose ma necessarie nella vita di chiunque. Sull'XR 250 di famiglia si prepara a spingere per un giro divertente e ricco di incontri.




Il primo dei quali è con Enea, grande sostenitore da sempre della cumpa, amico dai tempi delle elementari, il Crash Bandicoot della nostra infanzia, un'anima gentile e caleidoscopica che ci ha influenzato in svariate maniere, non fosse altro per la dose di simpatia, tormentoni e assurdità che ha portato con sé. Al giro è con un SH completo di parabrezza, secondo la morale classica dello Strega. Pinchia!





Anche Mirco risale alla ribalta. Lontani sono i tempi in cui su quelle stesse strade regalava pezzi di pura follia e talento motociclistico, ora se la polleggia con la zavorrina sul sedile ma l'anima è rimasta la stessa.

Certe sue gesta appartengono alla leggenda, come quella volta in cui zanzò un Momo e ne verniciò la visiera di nero con la bomboletta, solo per averlo così.






Il gruppo somiglia sempre meno ad un gruppo, sempre più ad una famiglia, un termine decisamente abusato e mistificato di questi tempi. Il sangue ti rende parente, l'amicizia e l'affetto ti rendono una famiglia. Una famiglia, se glielo permetti, ti dà una casa.

-2012

Sempre all'insegna del bordello e del disagio (d'altronde l'avventura non è altro che cattiva organizzazione, dice Roald Amundsen, uno che di queste cose se ne intende), durante un'altra estate di caldo e sole viviamo altre fantastiche fantozziane vicende.




Sax ormai è l'idolo indiscusso dei palchi del ponente. Nonostante il periodo travagliato fra ragazze e altri tormenti che inquietano le sue notti e i suoi giorni, coi suoi Mad infiamma le platee ed i festival musicali, anche se continua ad andare a letto alle cinque, svegliarsi alle tre del pomeriggio e non venire al mare perché "alle quattro è troppo presto".

Nico è sempre più autorità per tutto ciò che riguardi fumetti, console, gaming e tecnologia: non si diventa Wayne per caso. La passione e la dedizione che mette in queste cose è rinfrescante. Certo, in qualche momento dubitiamo tutti della sua sanità mentale (sfuggente in ogni caso), come quando ci fece andare all'Apple Store di Nizza per prendere l'iPad mini che lì usciva prima o cosa (non ricordo la motivazione ufficiale per la quale andammo in Francia a prenderlo), per poi venderlo 4 mesi dopo, immacolato. 

Ca torna nel roster dopo una fase di lontananza dai giri in moto. E' un piacere rivederlo sull'SH bomba. Dopo l'incidente non è mai stato più lo stesso, un po' di puntello c'è sempre dopo una brutta caduta; ma è solo questione di tempo prima di tornare alla gloria che gli spetta, tipo quando faceva corso di impennate con Mirco.




La parola d'ordine della Wild Lemonade di quest'anno è, come al solito, anatta fucuatta




Ritmi poliedrici e colorati risuonano nella testa mentre guadagniamo la quota, accendiamo il fuoco, parte la festa. 





In un posto più alto delle nuvole, gli istinti sono al di là del bene e del male, sei semplicemente te, il fuoco, e gli amici.

Anche se a quanto pare Ca aspettava solo di assassinarci tutti a bastonate. 



La strada continua al di là delle montagne, sale alta verso i passi delle Alpi Marittime, svalica fra i pini, le praterie e le marmotte che se la smarmottano come tanti piccoli stronzi.






Tra dighe, monti e canyon guadagniamo il parco del Verdon, mentre il sole di agosto abbatte su di noi spietato la sua ascia. Sax qui sembra scappato da un aperitivo in spiaggia.




La sera trascorre quieta fra Nicola che ordina due pizze e ne mangia una, lasciando l'altra ai ratti di Castellane, e Sax che acchitta un po' di verdura per il chiaro di luna.


Il giorno dopo, come vuole tradizione della compagnia, è il delirio. La benzina nel parco è pressoché irreperibile, ed unita alla nostra proverbiale previdenza, fa sì che Sax e Andre restino senza sbrenza, a 40 km dalla più vicina città. Io stesso entro a Draguignan spingendo la moto, ormai quasi a secco. Nico & Nico, eroi (ma l'autonomia degli Yamaha? Parliamone) si caricano di sborracce e raggiungono gli altri due dispersi. Mezz'ora dopo, siamo tutti riuniti per uno splendido pranzo delle cinque del pomeriggio al Mac. 


Della ride del ritorno mi rimangono impresse varie cose. La prima è Brigg che disfatto dal caldo si mette in costume per continuare il viaggio, e si cambia a bordo strada. La seconda è Nicola versione avenger che insegue un tizio che l'aveva mandato fuori strada e contro un auto, per riportarlo al luogo dell'incidente. La terza è il tramonto delle otto di sera che ci accompagna fino a casa.

 A volte l'epico si nasconde in un paio di mutande sudate.

-2013


Ormai assestati su questa formula di facile successo, l'estate dell'anno dopo vede però l'entusiasmo calare leggermente. Le teste sono dietro a ragazze deludenti, tecnologie di nuova invenzione (tra cui l'allungapene a pompa svedese, non si smette mai di provare), problemi di natura varia, lavoro e studio che levano persino il tempo per un seghino di mezz'estate.




Ma il richiamo della montagna è forte. L'avventura di quest'anno ci porta di nuovo ai Forti, e verso la cima percorribile più alta d'Europa, talmente leggendaria e mitica che non sapevamo neanche fosse così vicina. Di quel giro potete leggere qui.




Andre se la sbruffoneggia col Monsterone, indimenticato e indimenticabile. Gran moto, dipartita per far spazio al kappone.









E mentre torniamo dallo Spazio profondo non posso fare a meno di pensare che non c'è musica più perfetta di Stevie Wonder per accompagnare la tua discesa sulla Terra.



Ancora non ce ne rendiamo conto nell'euforia del momento ma passerà molto tempo prima che qualcuno venga a muovere le ceneri, ravvivare il fuoco, e a riaccendere la fiamma.

-2014



A volte capita, di voler proseguire da solo, come capita che le passioni si affievoliscano. Ma in realtà niente si è spento, niente è finito, si aspetta solo che i tempi siano maturi. Nonostante i traguardi raggiunti anche quest'anno, la felicità è reale solo se condivisa, (come diceva quello) e dunque dopo un po' la mancanza del viaggio insieme si fa sentire..di nuovo sale la voglia della strada in gruppo, senza problemi, senza patemi, senza preservativi.

-2015

Timidi segnali cominciano a farsi strada nel buio dell'inverno..tracce sotto pelle di quella che credevamo una pira funeraria ed era invece un altare ad una nuova vita. 

Mitch è il primo a dare il via al revival: pur non essendo mai venuto ad un giro con noi, ha condiviso con noi la passione e la storia. Amico fraterno di molti di noi dai tempi dell'asilo, è stato una mina vagante dentro e fuori la cumpa per molti anni, prima di separare la crusca dal grano, gli effeminati dubbiosi dalle checche convinte (cit. "Dodgeball") e prendersi una moto da sparo niente male: uno Street Triple entra in scuderia.

Brigg e Andre sono già al passo, Alig torna alla gloria dopo tribolazioni varie con un CB Four del '75 restaràuto à la café, tutto in casa e tutto in solitudine. Sax e Ca (per ora) rimangono ai loro SH corsari, che come veri masnadieri sentono il passare delle stagioni e dei km e non battono ciglio; Wayne lascia andare un'altra leggendaria moto (il suo BatMax se ne va con 90.000 km sul groppone) e arriva un BMW F 800 R. 
La resurrezione ha inizio.


L'euforia lascia posto alla realtà, e la realtà supera la fantasia.


Siamo tutti cresciuti, gli occhi più stanchi, le facce più mature, ma le strade sono le stesse, ed i colori, ed i giochi...


...ed in fondo è cambiato tutto, ma in fondo non è mai cambiato nulla..




...e se Mitch continua a farti lacrimare con battute surreali, ed Alig si mette il passamontagna sotto casco a luglio si vede che in realtà la natura è sempre la stessa, immutata sotto anni di polvere...


...e le gomme dell'Honda son degli anni '80, e Mitch ha un'app per misurare l'angolo di piega, e la mia moto è un chiodo, e le luci di quella di Sax partono se pigli a calci la pedana..


...ed è giusto così, perché se fossimo tutti uguali sarebbe una rottura di cazzo, e probabilmente saremmo giàmmorti..


...ma i posti non li conosciamo, e se li conosciamo non li conosciamo insieme, ed anche una curva sotto il sole diventa spettacolare se ti volti e dietro di te un amico con cui giocavi alle micromachines a cinque anni è ancora lì a rincorrerti..


...e se Brigg è tornato a sorridere così allora la CDR è più che viva che mai.


La CDR prosegue la sua strada, senza più limiti e confini, con nuovi amici, nuove moto, nuove strade da esplorare e presto anche nuove denunce, senza mai perdere di vista la nostra amicizia né le ricette degli psicofarmaci, che poi se le perdiamo è un casino.


Allora allacciatevi le cinture e gli strap-on dildo, perché d'ora in poi niente più vaselina a proteggervi dall'asfalto. 

Corri forte, o resta a casa.

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Prossimamente: CDR10, The Buk Of Fagits. 
Avete letto la storia, ora vedrete le facce! 

Ci dispiace.